Turismo enogastronomico: il viaggio comincia prima dell’assaggio
Cantine, frantoi, caseifici e ospitalità: come collegare turismo enogastronomico, accessibilità, energia e mobilità. Casi reali e dati verificati.
Esplora i temi dell’articolo
- Dai temi della ricerca alle scelte delle imprese
- Una cantina e un caseificio possono diventare una ragione di viaggio
- Il territorio prende forma attraverso le persone
- La mobilità fa parte dell’accoglienza
- Dal treno ai vigneti di Bordeaux
- La Loire à Vélo e il valore di una rete organizzata
- Accessibilità significa poter scegliere con informazioni affidabili
- Energia e comfort fanno parte della qualità del servizio
- Digitale e intelligenza artificiale devono rendere più facile l’incontro
- Un’esperienza che rispetta anche chi vive e lavora sul posto
- Il contributo di NOAH
- Fonti dell’articolo
Una cantina, un frantoio, un caseificio o un mercato possono raccontare un territorio. Per vivere quell’incontro servono anche informazioni, accoglienza, mobilità e servizi pensati per le persone.
Di Donatello Antonio Anello — NOAH consulenza e vendita
Quando penso al turismo enogastronomico, mi viene in mente una persona che apre la porta del proprio lavoro.
Può essere un vignaiolo che spiega perché su quel versante la raccolta richiede ancora tante ore a mano. Un casaro che riconosce con un gesto il momento giusto. Chi accompagna un visitatore fra gli ulivi, chi impasta, chi sceglie il pesce al mercato. Il prodotto arriva alla fine di una storia fatta di luoghi, competenze e decisioni.
Per chi viaggia, poter entrare in quella storia ha un valore. Ma l’esperienza comincia prima dell’assaggio: quando cerco informazioni, provo a prenotare, capisco come arrivare e mi chiedo se potrò partecipare insieme alle persone che viaggiano con me.
È da qui che, secondo me, conviene partire per parlare di accoglienza.
Dai temi della ricerca alle scelte delle imprese
Le ricerche e la divulgazione di Roberta Garibaldi sono un riferimento per approfondire il rapporto fra cibo, viaggio e territorio. Il suo lavoro sulla sostenibilità e il programma pubblico del corso di Management del Turismo Enogastronomico affrontano anche costruzione delle esperienze, tecnologie, comunicazione e reti territoriali. [1] [2]
Queste pagine propongono una mia lettura operativa: collegare quei temi al lavoro che svolgo con NOAH nell’energia, nell’efficienza e nella mobilità. Mi interessa capire quali servizi rendano un’esperienza più semplice da scegliere e vivere, e quali interventi abbiano senso per l’impresa che la offre.
Una cantina e un caseificio possono diventare una ragione di viaggio
Un esempio italiano aiuta a dare consistenza al ragionamento. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha comunicato oltre 180.000 visitatori nei caseifici del comprensorio nel 2025. Di questi, più di 30.000 hanno partecipato alle due edizioni di Caseifici Aperti. Il secondo dato è una parte del primo, non un numero da sommare. [3]
È un’attività produttiva che apre le porte e rende comprensibile ciò che fa. Per l’imprenditore, questo richiede un’organizzazione: chi accoglie, quanto dura la visita, quali spazi sono disponibili, come si gestiscono i gruppi e come la visita convive con il lavoro quotidiano.
Il numero dei visitatori racconta l’interesse per quell’esperienza. Per capire il risultato della singola impresa servono anche altri dati: ricavi delle visite, acquisti, ore di personale, costi e ritorni successivi. Una porta aperta diventa un servizio quando qualcuno se ne assume la gestione.

Il territorio prende forma attraverso le persone
Slow Food Travel mette al centro comunità di produttori, artigiani, cuochi, guide e ospitalità locale. Fra le destinazioni presentate figurano il Sulcis Iglesiente, le Montagne Biellesi, Genova e il suo entroterra e Bergamo con le valli del formaggio. [4]
Questi esempi invitano ad allargare lo sguardo: dal singolo prodotto alle persone che lo rendono possibile. In un territorio si possono incontrare un forno, un piccolo allevamento, un mercato e una cucina di famiglia, ciascuno con tempi e caratteristiche differenti.
La collaborazione utile lascia riconoscibili queste differenze. Un calendario condiviso può aiutare a trovare una visita disponibile; una struttura ricettiva può indirizzare verso un produttore; un servizio di trasporto può permettere di raggiungere una sede più lontana. Le relazioni funzionano quando hanno referenti, orari e impegni chiari.
La mobilità fa parte dell’accoglienza
Fra una stazione, una struttura ricettiva e un luogo da visitare può esserci il tratto che decide la fattibilità dell’intera giornata.
Chi arriva in treno deve capire come proseguire. Chi pedala cerca un itinerario compatibile, una sosta e, quando serve, una ricarica. Una famiglia deve sapere se potrà muoversi insieme. Chi assaggia vino deve avere un rientro organizzato che non richieda di guidare o pedalare dopo il consumo alcolico.
DINAclub di Repower offre un esempio concreto di collegamento fra ricarica per e-bike, strutture di accoglienza e itinerari. Il portale permette di individuare punti della rete e occasioni di scoperta del territorio. [5]
Per una struttura, la domanda da porsi è come quel servizio entri nella giornata dell’ospite: dove si trova, quando è utilizzabile, come viene segnalato e chi può dare assistenza. La ricarica delle auto elettriche, anche attraverso RCN, risponde a un’esigenza diversa e complementare, legata agli arrivi e alla permanenza. [6]
La presenza dell’attrezzatura è un punto di partenza. Il servizio comprende anche l’informazione e la possibilità di utilizzarla nelle condizioni dichiarate.

Dal treno ai vigneti di Bordeaux
A Cérons, nell’area di Bordeaux, la stazione La Bulle Verte inaugurata nel luglio 2025 presentava 12 e-bike in libero servizio e sei itinerari geolocalizzati, collegando l’arrivo ferroviario con visite, produttori e soste gastronomiche. [7]
È un esempio di come si possa organizzare il passaggio fra il mezzo con cui si arriva e il modo in cui si esplora il territorio. Non autorizza a concludere che ogni luogo raggiungibile in bici sia accessibile a ogni persona. Per quella valutazione servono dati sui percorsi, sugli ingressi e sui servizi.
La lezione organizzativa che ne ricavo è pratica: progettare il viaggio dell’ospite dall’arrivo al rientro, verificando i raccordi fra i diversi servizi.
La Loire à Vélo e il valore di una rete organizzata
Lo studio sulla Loire à Vélo riferito al 2022 riporta 1,8 milioni di ciclisti e stima 54,5 milioni di euro di ricadute economiche. Sono dati di quell’anno e di quel territorio, non una previsione trasferibile ad altre destinazioni. [8]
Lungo l’itinerario, il portale collega percorsi, ospitalità, ristorazione, patrimonio e servizi come noleggio e trasferimento dei bagagli. [9]
Per chi gestisce un’impresa turistica, il collegamento interessante è fra la possibilità di muoversi e le occasioni di fermarsi: incontrare un produttore, mangiare, visitare un luogo, pernottare. Per trasformarlo in un risultato economico occorre conoscere quali servizi vengono davvero utilizzati e quanto costa mantenerli.

Accessibilità significa poter scegliere con informazioni affidabili
La dicitura “accessibile” è poco utile se non permette di capire che cosa si troverà sul posto.
Ci sono gradini? Il fondo è regolare? Quanto bisogna camminare? Quali dimensioni hanno i passaggi? È disponibile un bagno utilizzabile? Una persona sorda può seguire il racconto? Chi ha difficoltà visive riceve informazioni comprensibili? Sono previste pause? Il gruppo può restare insieme?
Il sistema francese Tourisme & Handicap, gestito da Atout France, distingue quattro ambiti: motorio, visivo, uditivo e cognitivo o mentale. Il riconoscimento richiede una valutazione e può riguardare almeno due dei quattro ambiti. Per capire l’offerta bisogna quindi verificare anche quali esigenze siano effettivamente considerate. [10]
Per l’impresa, lavorare sull’accessibilità significa raccogliere misure e informazioni, confrontarsi con le persone e organizzare l’assistenza dichiarata. Talvolta serve un intervento sullo spazio; altre volte conta anche un cambiamento di orario, un testo leggibile o un modo diverso di condurre la visita.
Energia e comfort fanno parte della qualità del servizio
Una cantina ha esigenze di produzione e conservazione. Un caseificio lavora con processi, acqua calda e refrigerazione. Una cucina concentra più carichi in determinate ore. L’arrivo dei visitatori aggiunge illuminazione, comfort degli ambienti, servizi e, in alcuni casi, ricarica.
Nel mio lavoro parto dalla misura: consumi, orari, potenze e utilizzi reali. Fotovoltaico, accumulo, illuminazione o una diversa gestione degli impianti vanno valutati in relazione a quei dati, agli spazi e alle necessità dell’impresa.
La qualità dell’accoglienza comprende un ambiente in cui si vede e si ascolta bene, una temperatura adeguata e servizi che funzionano. L’efficienza va cercata mantenendo le condizioni necessarie al lavoro e alla permanenza delle persone.
Anche il risultato va descritto con indicatori leggibili. Per esempio: energia consumata per unità prodotta, consumi negli orari di apertura, acqua utilizzata e costi del servizio. Per attribuire un miglioramento a un intervento occorre confrontare periodi e condizioni coerenti.
Digitale e intelligenza artificiale devono rendere più facile l’incontro
Una persona che cerca una visita ha bisogno di trovare informazioni aggiornate: disponibilità, durata, prezzo, lingue, modalità di arrivo e condizioni di partecipazione.
Il digitale può aiutare a collegare questi elementi. L’intelligenza artificiale può assistere nell’organizzazione dei contenuti e nella preparazione dei testi, con verifica dei dati e delle traduzioni. La qualità si misura anche da quante richieste trovano una risposta utile e da quanto lavoro serve per gestirle.
Un indirizzo corretto, una prenotazione confermata e una descrizione precisa dell’ingresso possono contare più di una pagina spettacolare. Quando si arriva, la promessa fatta online deve trovare riscontro nel servizio.
Un’esperienza che rispetta anche chi vive e lavora sul posto
Aprire un’attività ai visitatori comporta tempi di preparazione, pulizia, accompagnamento e gestione. Richiede rispetto per la produzione, per i residenti e per gli spazi condivisi.
Prima di ampliare il numero delle visite conviene capire quante se ne possano seguire bene. Lo stesso vale per le stagioni: un’attività al coperto può offrire occasioni in periodi diversi, se personale, condizioni di accesso e domanda lo permettono.
Il ritorno può continuare dopo la visita attraverso un acquisto, una raccomandazione o una nuova prenotazione. Va costruito con il consenso delle persone e misurato senza attribuire al turismo risultati che non si sono verificati.
Il contributo di NOAH
Con NOAH lavoro sull’incontro fra esigenze delle imprese, energia e mobilità. Come agente Repower dal 2016, conosco il valore di una soluzione tecnica quando trova posto nell’organizzazione reale di chi la utilizza.
Nel turismo enogastronomico, il mio contributo parte da questo metodo: ascoltare chi lavora, leggere i dati, individuare le criticità e mettere in relazione competenze e servizi. Progettazione dell’esperienza, accessibilità, accompagnamento e ospitalità richiedono il coinvolgimento delle rispettive professionalità.
Una cantina, un frantoio o un caseificio possono offrire molto da scoprire. Preparare l’accoglienza significa fare in modo che le persone possano arrivare, comprendere e partecipare nelle condizioni che abbiamo promesso.
Hai un’attività produttiva o ricettiva e vuoi valutare energia, mobilità e servizi per i tuoi ospiti? Parliamone: www.noahsrls.it.
Fonti dell’articolo
- Roberta Garibaldi, *Rapporto Turismo Enogastronomico e Sostenibilità 2023*, presentazione
- Roberta Garibaldi Academy, programma pubblico del *Corso di Management del Turismo Enogastronomico 2026*
- Consorzio del Parmigiano Reggiano, comunicato BIT del 10 febbraio 2026 con dati 2025
- Slow Food Travel, presentazione e destinazioni
- Repower DINAclub
- Repower, network di ricarica
- Comune di Cérons, comunicato sull’inaugurazione della stazione La Bulle Verte, luglio 2025
- CRT Centre-Val de Loire e Solutions&co, studio di frequentazione e ricadute economiche della Loire à Vélo 2022, sintesi
- La Loire à Vélo, portale ufficiale e servizi
- Atout France, procedura Tourisme & Handicap
Fonti consultate il 19 ottobre 2026. I dati numerici conservano l’anno di riferimento. Le osservazioni operative e i collegamenti fra i casi costituiscono la lettura dell’autore.
Crediti fotografici
Le fotografie di terzi documentano luoghi e servizi citati e conservano le rispettive licenze. La loro presenza non implica una collaborazione con NOAH o l’approvazione dell’articolo da parte dei progetti.
- Caseificio: Fabio da Milano (ManuGino), Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
- Loire à Vélo a Briare: TCY, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
- DINA: Repower, materiale ufficiale già utilizzato da NOAH.
Fotografie integrali, ridimensionate nei materiali di accompagnamento; testi e impaginazione NOAH separati dalle immagini.
